STIFTUNG LANDSCHAFT
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Stubengespräche auf Crozzol 2021

L'annuale ciclo di colloqui al Maso Crozzol si è tenuto quest'anno il 12 novembre, in presenza. Ospiti del direttivo della Fondazione erano Stefan Zerbe, professore universitario di scienze naturali e gestione ambientale nelle regioni di montagna, i direttori dei Dipartimenti Natura e Paesaggio, Foreste ed Agricoltura della Provincia di Bolzano, inoltre i rappresentanti delle associazioni Heimatpflegeverband e Dachverband.

Il tema era la conservazione dei biotopi in Alto Adige:
Non sarà possibile rinunciare completamente ad aree coltivate in modo intensivo, tanto più importante sarà invece un equilibrio tra diverse forme di utilizzo del suolo, incluse aree protette ed isole selvagge. Tra le altre cose, viene proposto un pool finanziario comune per tutte le misure di compensazione ambientale nella provincia, in modo che possano essere meglio coordinate e attuate in modo più mirato. È stato criticato da più parti il fatto che le odierne sfide ambientali non sono percepite con la dovuta attenzione dall‘alta politica provinciale. Un ultriore incontro tra i presenti è previsto in primavera, per sviluppare i colloqui per poterli poi mettere in pratica.

Colloqui a Crozzol 2019

L'ospite di quest'anno è stato Erich Kofler Fuchsberg, un artista della Val Venosta che vive a Berlino. Nel suo intervento su "Arte e paesaggio", Fuchsberg ha spiegato che la nostra percezione del paesaggio ha subito un cambiamento fondamentale, uno spostamento di valori: Mentre una volta la gente trovava i luoghi della valle "belli" e i paesaggi coltivati familiari, le regioni di alta montagna al contrario venivano percepite come ostili, inospitali e minacciose. Ora si è verificato un cambiamento di valori nel corso di poche generazioni. Il fondovalle occupato da zone commerciali e agricoltura intensiva sono diventati locus horribilis, le montagne invece sono luogo di nostalgia, un nuovo parco giochi, locus amoenus.

Diversità contro uniformità
Il paesaggio riflette l'immagine della società. Forme e modelli di un paesaggio culturale corrispondono a quelli della società che li ha prodotti e viceversa. Oggi il paesaggio culturale creato dall'uomo è strutturato e lineare, formato e lavorato a macchina, quindi monotono. Non c'è spazio per variabili ed irregolarità, prevale l‘uniformità. In contrasto con questo modello di paesaggio troviamo il paesaggio naturale, non manipolato dall'uomo, con diversità negli habitat di piante e animali.

Valore paesaggistico Alto Adige
Il valore di un paesaggio viene spesso valutato solamente nella misura in cui può servire come luogo di produzione, di sport o di svago. Di conseguenza è classificato, valutato economicamente e utilizzato. Al contrario, il paesaggio potrebbe essere visto da un punto di vista non monetario: I luoghi hanno una storia, hanno valore spirituale, sono stati formati dai nostri antenati, creano identità. Se dei luoghi con questi valori paesaggistici scompaiono, con loro scompare anche l'identificazione delle persone con questo paesaggio. Sarebbe quindi importante preservare questi cosiddetti paesaggi di valore. Per cui sarebbe utile dichiarare, inventariare e proteggere questi luoghi con carisma e particolare fascino paesaggistico. Anche se non si tratta di biotopi o di siti archeologicamente significativi.

Alla stimolante discussione è seguita una merenda tradizionale a base di prodotti di agricoltura biodinamica del maso Crozzol. Il direttivo della Fondazione ringrazia i partecipanti per questa serata interessante, che ha lo scopo di creare nuove alleanze per il nostro paesaggio altoatesino.

Colloqui a Crozzol 2018


Quest’anno i „Colloqui a Crozzol“ sono stati dedicati al tema „Paesaggio ed architettura“. Andreas Flora, docente all’Università di Innsbruck, ha aperto i Colloqui con una relazione dal titolo „La vera soluzione sta nell’insieme“. Ha illustrato i vari aspetti che apparentemente rendono così difficile una progettazione dello spazio e del paesaggio che sia lungimirante e pensata in termini di generazioni. È seguita un‘impegnata discussione che ha portato ad alcune constatazioni condivise: Anzichè concentrarsi su progettazioni da realizzare in tempi brevissimi, architetti, paesaggisti e politici responsabili dovrebbero orientarsi verso visioni pensate in termini generazionali e verso progetti lungimiranti. Sia Il paesaggio stesso che il modo con cui esso viene modificato tramite interventi architettonici sono fonte di impulsi emozioniali e processi di identificazione, dati di fatto che vengono spesso negletti in fase di progettazione e di realizzazione.

Foto: Gli ospiti dei „Colloqui a Crozzol“ da sinistra: Martin Fischer/ Socio fondatore, Luigi Scolari / Architetto, Johanna Ebner e Virna Bussadori (Ripartizione Natura e Paesaggio), Klauspeter Dissinger, Thomas Wilhalm / Direttivo Fondazione, Hans Vonmetz / Pres. Camera Architetti, Erwin Mumelter / Direttivo Fondazione, Margot Wittig / Architetto, Univ.-Prof. Andreas Flora, Hanspeter Staffler / Direttivo Fondazione, Alois Lageder / Imprenditore e Socio

Colloqui a Crozzol 2017

A San Martino si sono svolti i nostri tradizionali colloqui a Crozzol: Persone che hanno un ruolo decisionale per il nostro paesaggio si sono ritrovate nella stube del maso Crozzol per confrontarsi sul tema “Paesaggio e turismo - due facce della stessa medaglia”.

Thomas Aichner (IDM-Marketing) ha tenuto una relazione con spunti stimolanti per il successivo dibattito. Eravamo tutti d’accordo che l’attrativa più importante per il turismo è il nostro paesaggio e che le „due facce della stessa medaglia“ si condizionano a vicenda. Divergenti invece erano le opinioni su uno sviluppo auspicabile nel tempo. In ogni caso ci sembra di avere fatto un altro piccolo passo verso un approccio più attento al nostro paesaggio.


Colloqui a Crozzol 2016

Il giorno di San Martino di quest’anno si sono svolti i primi colloqui a Crozzol: Persone che hanno un ruolo decisionale per il nostro paesaggio si sono ritrovate nella stube del maso Crozzol per confrontarsi sul tema “Il paesaggio interiore ed esteriore dell’uomo”.

Il principio guida della Fondazione Propaesaggio recita: “Difendiamo l’opera dell’Uomo e della Natura”. Siamo rimasti comunque toccati dal consiglio di Don Renner di tenere un ”angolo selvaggio in giardino”. La natura, come anche l’uomo, ha bisogno di spazi non regolati, non organizzati per il proprio sviluppo. Come ricordo alleghiamo tre immagini dell’incontro.